Capitolo 16: A cavallo dei due mondi

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Messaggio Da Admin il Mar Gen 01, 2019 7:01 pm

Capitolo 16: A cavallo dei due mondi


Sono passati quasi quattro anni da quando Catherine e io abbiamo condiviso questa incredibile esperienza che ci ha cambiato profondamente entrambi.
Ogni tanto lei càpita nel mio studio per salutarmi o per discutere un problema che le si è
presentato. Non ha mai avuto il bisogno né il desiderio di essere ancora regredita, o di affrontare un sintomo, o di trovare come nuove persone nella sua vita possono avere avuto relazioni con lei nel passato. Il nostro lavoro è finito. Catherine è adesso libera di godere appieno la sua vita, non più ostacolata dai suoi sintomi paralizzanti. Ha trovato un senso di felicità e di soddisfazione che non avrebbe mai creduto possibili. Non teme più la
malattia o la morte. Adesso che è in equilibrio e in armonia con se stessa, la vita ha per lei un significato e uno scopo. Lei irradia un'intima pace che molti desiderano ma pochi raggiungono. Si sente più spirituale. Per Catherine, quello che è successo è totalmente reale. Lei non dubita della sua veracità, e lo accetta interamente come parte integrale di quello che lei è. Non ha interesse a proseguire lo studio dei fenomeni psichici, essendo sicura di «sapere» in un modo che non può essere appreso dai libri. Persone che stanno morendo o che hanno un membro della famiglia in punto di morte, spesso la cercano. Sembrano essere attratti da lei. Lei parla loro, ed essi si sentono meglio.
La mia vita è cambiata drasticamente quasi come quella di Catherine. Sono divenuto più intuitivo, più cosciente dei lati nascosti e segreti dei miei pazienti, dei miei colleghi e dei
miei amici. Sembro conoscere molto su di essi, anche prima di quel che dovrei. I miei giudizi e le mie mete sono divenuti più umani e meno generici. Sensitivi, medium e
guaritori appaiono nella mia vita con crescente frequenza, e ho cominciato a valutare sistematicamente le loro capacità. Carole si è sviluppata insieme a me. E divenuta
particolarmente esperta nell'assistere spiritualmente i malati terminali, e adesso dirige gruppi di aiuto per pazienti che muoiono di Aids.
Ho cominciato a meditare, una cosa che, fino a poco tempo addietro, consideravo praticata solo dagli indù e dai californiani. Le lezioni trasmesse attraverso Catherine sono
divenute una parte conscia della mia vita giornaliera. Ricordando il più profondo
significato della vita, e della morte come parte naturale della vita, sono divenuto più paziente, più empatico, più cordiale. Mi sento anche più responsabile delle mie azioni,
delle negative come di quelle elevate. So che ci sarà un prezzo da pagare, e che bisogna sottostare a questa regola.
Scrivo ancora articoli scientifici, parlo nei raduni professionali e continuo a dirigere il
Dipartimento di Psichiatria.
Ma adesso sto a cavalcioni di due mondi: il mondo fenomenico dei cinque sensi, rappresentato dai nostri corpi e dalle nostre esigenze fisiche; e il più vasto mondo dei
piani non fisici, rappresentato dalle nostre anime e dai nostri spiriti. So che i mondi sono
collegati, che tutto è energia.
Tuttavia spesso sembrano totalmente diversi. Il mio lavoro è di collegare i due mondi, di documentare attentamente e scientificamente la loro unità. , La mia famiglia è progredita. Carole e Amy hanno dimostrato di avere capacità psichiche superiori alla media, e noi sche'rzosamente incoraggiamo l'ulteriore sviluppo di questa capacità. Jordan è divenuto un forte e carismatico adolescente, una guida naturale. E infine sto divenendo meno serioso. E talora ho sogni inconsueti.
Durante i vari mesi seguiti all'ultima seduta di Catherine, una particolare tendenza ha cominciato ad apparire nei miei sonni. A volte ho un sogno vivace durante il quale ascolto una conferenza o faccio domande al conferenziere.

Nel sogno il nome del conferenziere è Philo. Al risveglio, a volte ricordo parte del materiale discusso e ne prendo nota.
Presenterò qui alcuni esempi. Il primo fu una conferenza, e riconobbi l'influenza dei
messaggi dei Maestri.
«...La sapienza si raggiunge molto lentamente. Questo perché la conoscenza intellettuale, facilmente acquisita, deve essere trasformata in «emotiva» o subconscia. Una volta trasformata, si imprime in permanenza. La pratica di comportamento è il necessario catalizzatore di questa reazione.
Senza l'azione, il concetto si indebolisce e scompare. La conoscenza teorica senza l'applicazione pratica non basta.
«L'equilibrio e l'armonia oggi sono trascurati, e tuttavia sono la base della sapienza. Tutto
è fatto in eccesso. La gente pesa troppo perché mangia troppo. Chi pratica lo jogging trascura il proprio aspetto perché corre eccessivamente. Tutti sembrano eccessivamente mediocri. Bevono troppo, fumano troppo, si divertono troppo (o troppo poco), parlano troppo senza alcun costrutto, si preoccupano troppo. Si pensa troppo schematicamente (bianco o nero, bene o male, ecc). Tutto o nulla. Non è la via naturale.
«Nella natura vi è equilibrio. Gli animali si distruggono in piccoli quantitativi. I sistemi ecologici non vengono eliminati in massa. Le piante vengono consumate e poi
ricrescono. Le fonti del sostentamento vengono vuotate e poi riempite. Il fiore viene goduto, il frutto mangiato, ma la radice rispettata.
«Il genere umano non ha imparato il valore dell'equilibrio, per non parlare del non averlo praticato. È guidato dall'avidità e dall'ambizione, governato dalla paura. In questo modo finirà col distruggersi. Ma la natura sopravviverà; almeno sopravviveranno le piante.
«La felicità è radicata nella semplicità. La tendenza all'eccesso nel pensiero e nell'azione diminuisce la felicità.
L'eccesso annebbia i valori di fondo. I religiosi ci dicono che la felicità viene dal riempire di amore il nostro cuore, dalla fede e dalla speranza, dal praticare la carità e dal dispensare affetto. Praticamente hanno ragione. Dati questi atteggiamenti, ne conseguono, di solito, l'equilibrio e l'armonia. Collettivamente costituiscono uno stato di essere.
Oggi sono uno stato alterato di coscienza. È come se il genere umano, finché è sulla terra, non fosse nel suo stato naturale. Deve raggiungere uno stato alterato per riempirsi
di amore, di carità e di semplicità, per sentire la purezza, per liberarsi delle sue croniche paure.
«Come si raggiunge questo stato alterato, questo altro sistema di valutazione? E, una
volta raggiunto, come può essere sostenuto? La risposta appare semplice. È il comune denominatore di tutte le religioni. Il genere umano è immortale, e quello che stiamo facendo adesso è imparare la nostra lezione. Siamo tutti a scuola. È così semplice se possiamo credere nell'immortalità.
«Se una parte dell'essere umano è eterna, e vi sono molte prove storiche per supporlo, perché ci facciamo tanto male? Perché sopraffacciamo gli altri per il nostro personale vantaggio senza apprendere la lezione? Tutti sembriamo andare verso lo stesso punto di arrivo, sebbene a velocità diverse. Nessuno è più grande di un altro.
«Consideriamo le lezioni. Intellettivamente le risposte ci sono sempre state davanti, ma questa necessità di attualizzare con l'esperienza, di rendere permanente l'impressione
subconscia con l'"emozionalizzazione" e la pratica del concetto, è la chiave. Memorizzare
solo nella scuola di catechismo non basta. L'apprendimento orale senza il comportamento effettivo non ha valore. E facile leggere o parlare di amore, di carità e di fede. Ma il farlo, il sentirlo, richiede quasi uno stato alterato di coscienza. Non un fugace

stato indotto dalle droghe o dall'alcool, o un'inattesa emozione. Lo stato permanente viene raggiunto con la conoscenza e la comprensione. È sostenuto dal comportamento fisico, dagli atti e dai fatti, dalla pratica. È il compiere qualche cosa di quasi mistico, il trasformarlo in familiarità quotidiana con la pratica, il farne un'abitudine.
«Capire che nessuno è più grande di un altro. Sentirlo.
Aiutare praticamente gli altri. Siamo tutti nella stessa barca. Se non remiamo insieme, i nostri progetti rimarranno paurosamente isolati.
Un'altra notte, in un altro sogno, io facevo una domanda. «Voi dite che tutti siamo eguali, e tuttavia le ovvie contraddizioni ci colpiscono: vi sono ineguaglianze nelle virtù,
nei temperamenti, nelle finanze, nei diritti, nelle capacità, e nei talenti, nell'intelligenza, nelle attitudini matematiche, all'infinito.» La risposta fu una metafora. «È come se un
grande diamante fosse trovato in ogni persona. Immaginate un diamante lungo trenta centimetri. Il diamante ha mille faccette, ma le faccette sono coperte di sporcizia e di catrame. È compito dell'anima ripulire ogni faccetta finché la superficie sia brillante e rifletta un arcobaleno di colori.
«Alcuni hanno pulito molte faccette, che brillano luminosamente. Altri sono riusciti a pulirne solo poche; e queste non sono così luminose. Ma, sotto lo sporco, ogni persona possiede nel suo petto un fulgido brillante con mille faccette luminose. Il diamante è
perfetto, senza la minima incrinatura. La sola differenza tra gli uomini è il numero delle faccette pulite. Ma tutti i diamanti sono eguali e ognuno è perfetto.
«Quando tutte le faccette sono pulite e splendenti in uno spettro di luci, il diamante torna a essere la pura energia che era in origine. Le luci rimangono. È come se il processo di formazione del diamante fosse rovesciato, e ogni pressione si rilassasse. La pura
energia esiste nell'arcobaleno delle luci, e le luci possiedono coscienza e conoscenza.
«E tutti i diamanti sono perfetti.» A volte le domande sono complicate e le risposte
semplici. «Che cosa devo fare?» chiesi durante un sogno. «So di poter trattare e guarire persone malate. Esse vengono da me più numerose di quante ne possa curare. E sono così stanco.
E tuttavia posso dire-di no quando ne hanno tanto bisogno e io potrei aiutarle? È giusto dire "No, basta così"?» «Il suo compito non è di essere una guardia del corpo», fu la risposta.
L'ultimo esempio che citerò fu un messaggio per altri psichiatri. Mi svegliai verso le sei
del mattino da un sogno in cui davo una conferenza a un vasto pubblico di psichiatri.
«Nello slancio verso la cura psichiatrica è importante non abbandonare i tradizionali, sebbene talora vaghi, insegnamenti della nostra professione. Noi siamo coloro che
ancora parlano ai nostri malati con pazienza e compassione. Noi dedichiamo ancora il tempo a far questo. Noi promoviamo la comprensione concettuale della malattia guarendo con la comprensione e la scoperta di se stessi piuttosto che con i soli raggi
laser. Noi ci valiamo ancora della speranza per guarire.
«Al giorno d'oggi, altre branche della medicina vanno trovando questi tradizionali approcci alla guarigione troppo poco efficaci, perditempo e privi di sostanza. Si preferiscono la tecnologia alla parola, le chimiche del sangue computerizzate alla chimica personale medico-paziente, che guarisce il paziente e soddisfa il medico. Approcci alla medicina idealistici, etici, personalmente soddisfacenti perdono terreno dinanzi ad approcci economici, materiali, isolanti e privi di soddisfazione. Il risultato è che i nostri colleghi si sentono sempre più isolati e depressi. I pazienti si sentono costretti e vuoti, abbandonati a se stessi.
«Dovremmo evitare di essere sedotti dall'alta tecnologia. Piuttosto dovremmo essere dei modelli per i nostri colleghi. Dovremmo dimostrare quanto la pazienza, quanto la

comprensione e la compassione aiutino insieme il paziente e il medico. Dedicando maggior tempo a parlare, a insegnare, a risvegliare speranza e aspettative di guarigione
- queste qualità quasi dimenticate del medico come guaritore - dovremmo sempre farne
uso noi stessi ed essere un esempio per i nostri colleghi medici.
«L'alta tecnologia è meravigliosa nella ricerca e per promuovere la comprensione delle malattie-umane. Può essere un ineguagliabile strumento clinico, ma non potrà mai sostituire le caratteristiche e i metodi inerentemente personali del vero medico. La psichiatria può essere la più nobile delle specialità mediche. Noi siamo i maestri. E non
dovremmo abbandonare questo compito per amore di assimilazione, specialmente adesso.» Ho ancora sogni come questo, sebbene solo occasionalmente. Spesso durante la meditazione, o talora mentre guido sull'autostrada, o addirittura quando fantastico,
frasi, pensieri e Visualizzazioni scintillano nella mia mente. Spesso sembrano molto diversi dal mio consueto modo di pensare e di concettualizzare. A volte vengono molto opportunamente e risolvono domande o problemi che ho. Li uso nella terapia e nella mia vita quotidiana.
Considero questi fenomeni come un'espansione delle mie capacità intuitive e ne sono incoraggiato. Per me sono segni di essermi orientato nella giusta direzione, anche se devo compiere una lunga via.
Ascolto i miei sogni e le mie intuizioni. Quando lo faccio, le cose sembrano cadere nel punto giusto. Quando non lo faccio, qualche cosa invariabilmente va storta.
Sento ancora i Maestri intorno a me. Non so con sicurezza se i miei sogni e le mie intuizioni sono influenzati da loro, ma lo sospetto.
Epilogo Il libro è adesso finito, ma la storia continua. Catherine è ormai guarita, senza
alcuna ricaduta dei suoi sintomi originari. Sono stato molto attento nella regressione ipnotica con altri pazienti. Mi lascio guidare dalla particolare costellazione dei loro
sintomi e della loro refrattarietà ad altri trattamenti, dalla loro tendenza a essere facilmente ipnotizzati, dalla loro apertura a questo approccio, e dall'impressione intuitiva da parte mia che questa è la strada da prendere. Dopo Catherine, ho fatto particolareggiate regressioni a molteplici vite passate in una dozzina di altri pazienti. Nessuno di loro era psicotico, né aveva allucinazioni, o sperimentava personalità multiple. Tutti migliorarono spettacolarmente.
I dodici pazienti avevano una storia e personalità molto diverse. Una casalinga ebrea di
Miami Beach ricordava vivamente di essere stata catturata da un gruppo di soldati romani, in Palestina, poco dopo la morte di Gesù. Aveva diretto un bordello nel diciannovesimo secolo a New Or- leans, aveva vissuto in un monastero francese nel Medio Evo, e aveva avuto una conturbante vita in Giappone. È la sola fra i miei pazienti, oltre a Catherine, che può trasmettere messaggi dallo stato di interregno fra le vite. I suoi messaggi sono stati estremamente psichici. Anche lei ha conosciuto fatti ed eventi del mio passato. Le è più che facile predire con esattezza eventi futuri. I suoi messaggi vengono da uno spirito particolare e io mi trovo correntemente a catalogare con cura le sue sedute. Io sono sempre lo scienziato. Tutto il suo materiale deve essere esaminato, valutato e convalidato.
Gli altri non sapevano ricordare molto oltre la morte, l'aver lasciato i loro corpi e l'aver fluttuato nella brillante luce. Nessuno poteva trasmettermi messaggi o pensieri.
Ma tutti avevano vivi ricordi di vite precedenti. Un brillante agente di cambio visse una
piacevole ma noiosa vita nell'Inghilterra vittoriana. Un artista fu torturato durante
l'Inquisizione spagnola. Il proprietario di un ristorante, che non riusciva con l'auto ad attraversare ponti o gallerie, ricordava di essere stato sepolto vivo in un'antica civiltà del Vicino Oriente. Un giovane medico ricordò il suo trauma in mare, quando era un vichingo.

Un dirigente della televisione fu torturato seicento anni fa a Firenze. La lista dei pazienti continua.
Queste persone ricordavano anche altre vite. I sintomi si risolvevano via via che le vite si
dispiegavano.
Ognuna credeva adesso fermamente di essere vissuta in precedenza e che sarebbe vissuta ancora. Le loro paure della morte sono diminuite.
Non è necessario che ognuno abbia una terapia di regressione, o visiti dei sensitivi, o mediti. Quelli che hanno sintomi invalidanti o fastidiosi possono farlo. Per il resto la cosa più importante è mantenere una mente aperta.
Rendersi conto che la vita è qualche cosa di più di quello che appare. La vita va oltre i nostri cinque sensi. Bisogna essere ricettivi a nuove conoscenze e a nuove esperienze.
«Il nostro compito è di imparare, di divenire simili a Dio attraverso la conoscenza.» Io non mi preoccupo più degli effetti che questo libro può avere sulla mia carriera. Le informazioni che ho condiviso sono molto più importanti e, se seguite, saranno molto più benefiche per il mondo di qualsiasi altra cosa che io possa fare su base individuale nel mio studio.
Spero che sarete aiutati da ciò che avete letto qui, che le vostre paure della morte siano diminuite, e che i messaggi a voi offerti circa il vero significato della vita vi renderanno
liberi di viverla appieno, cercando armonia e pace interiore, e raggiungendo in amore i vostri compagni umani.

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